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Acone
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top
«Sariesi Montemurlo ancor de' Conti;
sarieno i Cerchi nel piovier d'Acone,
e forse in Valdigrieve i Buondelmonti»
(Dante Alighieri, Paradiso, Canto XVI, 63-66)
mwfqAcone è una mwfgfrazionecite-ref-2[2] del mwgwcomune di mwhaPontassieve che sorge in una zona collinare alle pendici di mwhqMonte Giovi sulla riva destra del fiume mwhgSieve. L'esposizione a mwhwsud e l'altitudine compresa tra i 400 e i 600 mwiam s.l.m. fanno sì che il mwiqclima sia mite in tutte le stagioni. Gli elementi dominanti del paesaggio sono costituiti da mwigoliveti, mwiwvigneti, mwjaboschi di mwjqquerce e mwjgcastagni. Lo stretto legame tra il paesaggio e lo sviluppo rurale è testimoniato dalle attività principali che sono: produzione di mwjwolio (olio extravergine di oliva), produzione di mwkavino (mwkqChianti Rufina) e produzione di mwkglegna.
Contents
• Storia
• Toponimi
• Note
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Etimologia
Storia
I primi insediamenti si verificano intorno al mwpaVI secolo a.C. a seguito della realizzazione di una strada che dalla cima di mwpqMonte Giovi arriva fino a mwpgFiesole.
Durante la mwqaSeconda guerra punica, nel mwqq217 a.C., l'area sulla quale poi sarebbe sorto il primo mwqgborgo rurale viene attraversata dall'esercito di mwqwAnnibale.
Tra il mwrqIX e il mwrgX secolo l'area viene compresa nel mwrwfeudo dei mwsaConti Guidi di Romagna che fissano la loro residenza nel Castel d'Acone. È in questo periodo che sorgono i primi borghi rurali. Intorno al mwsgX secolo vi è inoltre la costruzione della prima chiesa con il nome di Sant'Eustachio in Jerusalem nell'area dove sorge l'odierno mwswcimitero. Successivamente, alla fine del mwtaX secolo, la chiesa viene ricostruita nella sua posizione attuale con il nome di mwtqPieve di Sant'Eustachio in Acone.
L'mwtwXI secolo vede la costruzione di altre chiese (mwuaChiesa di Santa Maria in Acone e Chiesa di San Martino a Petroio) e la nascita del cosiddetto mwugmwuwPieviere di Acone.
Successivamente i terreni vengono confermati di proprietà dei Conti Guidi di Romagna da parte di mwvqArrigo VI e mwvgFederico II di Svevia. Nel mwvw1099 Alberto e Ugo, eredi del conte Guido, donano i loro possedimenti all'mwwaEremo di Camaldoli.cite-ref-4[4]
Castel d'Acone diventa, nella prima metà del mwxgXIII secolo, residenza della contessa Beatrice dei Conti di Capraia, vedova del conte Marcovaldo di mwxwDovadola.
Sempre nel mwyqXIII secolo nasce ad Acone la nobile casata de' mwygCerchi che successivamente si sposterà a mwywFirenze. Ed è proprio Castel d'Acone la loro prima residenza.cite-ref-5[5] I Cerchi, insieme ad Acone, sono menzionati da Dante nella Divina Commedia.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]
Nel mwdq1308 Acone si unisce alla mwdgLega dei popoli di Diacceto, Monteloro e Rignano per poi entrare a far parte nel mwdw1375 nella podesteria di mweaPontassieve.
La famiglia fiorentina de' mwegMedici, nel mwewXIV secolo, spodestati i Comuni, acquisisce il territorio dove sorge Acone. Testimonianza de' Medici la si può tuttora trovare in una lapide posta all'ingresso della mwfaPieve.
Tra il mwfgXVI e il mwfwXVII secolo, in epoca mwgaGranducale, Acone viene ampliato nella sua attuale posizione geografica. Dopo un breve periodo di dominazione mwgqnapoleonica il mwggXIX secolo vede Acone al suo massimo sviluppo come borgo rurale. Nel mwgw1840 la frazione conta 954 abitanti.cite-ref-9[9]
Gli mwjqanni quaranta vedono Acone – e le campagne circostanti – diventare un luogo storicamente importante per le prime aggregazioni di formazioni mwjgpartigiane.cite-ref-10[10] È proprio a Monte Giovi che, dopo l'mwkw8 settembre 1943, si formano alcune delle più importanti mwlabrigate partigiane tra cui: la mwlqGruppo Pontassieve, la mwlgFaliero Pucci e la mwlwSpartaco Lavagnini. Successivamente anche altre brigate – formatesi altrovemwma – vengono per operare nella zona: è il caso della brigata mwmqCaiani e della brigata mwmgLanciotto Ballerini.
La peculiarità di Acone nella storia della mwnaResistenza toscana deriva principalmente dal fatto che per la prima volta un intero paese – soprannominato la "montagna rossa"cite-ref-11[11] – offre collaborazione ai partigiani in maniera spontanea.cite-ref-12[12]cite-ref-13[13]cite-ref-14[14]cite-ref-15[15] L'intera popolazione di Acone, infatti, subito dopo l'mwsqarmistizio, si impegna notevolmente nel soccorrere i prigionieri alleati e i soldati italiani sbandati. Al di là dell'impegno politico entrano in gioco quei valori di ospitalità e fratellanza legati alla tradizione contadina.cite-ref-16[16]
Tra i personaggi di Acone più significativi di quegli anni c'è Don Egidio Brogi, parroco di mwtwSanta Maria unitosi alla formazione partigiana mwuaGruppo Acone,cite-ref-17[17] il quale dopo la ritirata dei tedeschi a seguito dell'mwvqarmistizio del mwvg1943 darà ospitalità ad oltre trecento persone tra partigiani, ex prigionieri e sfollati della zona. La scrittrice e giornalista mwvwOriana Fallaci, con il nome di battaglia di mwwaEmilia,cite-ref-18[18] nell'autunno del 1943 accompagnò, in un lungo viaggio in bicicletta da mwxqFirenze fino ad Acone, due soldati britannici.cite-ref-19[19]
Monumenti e luoghi d'interesse
Pieve di Sant'Eustachio in Acone
La sua fondazione risale al mw0gX secolo con il nome di mw0wSant'Eustachio in Jerusalem.cite-ref-20[20] Mantiene questo nome fino alla fine del mw2aX secolo dopodiché assume il nome attuale di mw2qPieve di Sant'Eustachio in Acone. Viene costruita in sostituzione di un'altra chiesa che ha lo stesso nome originario, ma che si trova in un punto diverso del paese (dove sorge l'attuale mw2gcimitero). Tale riedificazione riporta fedelmente la struttura originaria alla quale vengono aggiunte la mw2wcasa plebana sul lato destro (l'attuale mw3acanonica) e il cosiddetto mw3qlocale della compagnia sul lato sinistro.
A causa di un mw3wterremoto avvenuto nel mw4a1442, mw4qCosimo II de' Medici fa ristrutturare completamente la chiesa nel mw4g1552, come risulta dall'iscrizione scolpita in una targa di pietra murata nella facciata: "mw4wCOSMUS MEDICES - FLORENTIAE DUX II - A.D.M.D.LII" ovvero "Cosimo de' Medici, Secondo Duca di Firenze, Anno Domini 1552".
L'interno è formato da un'unica mw5qnavata coperta da una mw5gvolta a botte decorata con la tecnica dei mw5wfalsi cassettoni. All'interno della struttura sono presenti molti elementi mw6abarocchi, alcuni dei quali riproposti anche nell'adiacente canonica.
Chiesa di Santa Maria in Acone
La sua fondazione, come mw8aoratorio,cite-ref-21[21] risale al mw9q925. La chiesa ha tra i suoi patroni i mw9gDonati e l'Ospedale mw9wfiorentino di mw-aSan Matteo. Notevolmente rimaneggiata nel corso dei secoli, subisce un completo restauro nel mw-q1910 ad opera dei fratelli mw-gLeto e mw-wGalileo Chini. A quest'epoca risalgono la decorazione dell'mw-aabside, il mw-qpaliotto d'altare in mw-gceramica e la lunetta con lmw-w'mwaqaAssunta sul portale d'ingresso.
Appartengono a questa chiesa una tavola con la mwaqiMadonna in trono e santi (fine del mwaqmXV secolo) e una tela con la mwaqqMadonna del Carmine (mwaquXVI secolo). Entrambe le opere si trovano presso la Cappella della Misericordia di Pontassieve a seguito di un restauro.cite-ref-22[22] Sulla facciata è murato un frammento erratico in mwaqoarenaria, con decorazioni a intreccio, risalente al mwaqsXII secolo.
Dal mwaq02001 la chiesa e gli annessi locali sono stati affidati dalla Diocesi di Firenze alla comunità ecclesiale dei mwaq4Ricostruttori nella preghiera. Nel corso degli anni questa piccola comunità ha attrezzato i locali di pertinenza della chiesa con un atelier di pittura e scultura, un'officina del ferro battuto, una falegnameria e un laboratorio di erboristeria.cite-ref-23[23]
Cappella di Castel d'Acone
La mwarucappella, la cui costruzione risale a circa il mwaryXIII secolo, è dedicata alla mwarcBeata Umiliana de' Cerchi e si trova nel piazzale di Castel d'Acone, antica residenza e luogo di provenienza della mwarkfamiglia de' Cerchi.
Lo stile è tipicamente mwarsrinascimentale: spicca sulla facciata un portale d'ingresso sormontato da un mwarwtimpano ad arco spezzato, al centro del quale vi è l'mwar0anagramma di mwar4Bernardino da Siena. L'interno della cappella è costituito da un unico altare ed è caratterizzato da un dipinto attribuito al mwar8Guercino raffigurante l'mwasaapparizione della Madonna alla Beata Umiliana. Il soffitto ha una copertura a travicelli.
Il mulino di Petroio
Detto anche mwascmulino della Pigna, questo edificio è posto lungo il fosso dell'Argomenna e la sua costruzione risale ai primi anni del Trecento. Un documento del mwasg1323 riporta che «Giovanni di Corso Donati concede in affitto per quattro anni, a Guido di Chetto da S. Martino a Petroio, un mulino con annessa abitazione, orto, piazzale, resede, gora, e tre particelle di terreno coltivabile, per un canone annuo di 37 mwaskstaia di grano [...]».cite-ref-24[24]
Analizzando la muratura è possibile desumere che la mwas8pianta originaria fosse di modeste dimensioni e che successivamente sia stata ampliata con la costruzione dell'abitazione che avrebbe così inglobato il vecchio mulino. Del mwata1871 è l'ultimo documento storico rintracciabile dell'attività di molitura: «Carlo Trentanove conduce il Mulino d'Argomenna [...] a due palmenti. Raggiunge il massimo dell'attività in novembre, mentre è al minimo in agosto. La tassa per il mwate1871 ammonta a mwati£ 617,87».cite-ref-25[25]
Il mulino di Vallecchio
È un edificio la cui costruzione è attribuibile al mwatkXIII-mwatoXIV secolo. Si tratta di un mulino collinare edificato su un terrazzamento sopra la valle del torrente Uscioli. Si suppone che il salto che il torrente fa in quell'area servisse come punto di derivazione per il mulino considerata la probabile forza motrice che svilupperebbe. L'edificio non era più attivo già dall'inizio del Quattrocento. Un documento del mwats1427 riporta che «Ser Antonio di Francesco di Valdisieve denuncia il possesso d'un podere con tre case, due da mwatwmezzadri ed una che fu già mulino, il luogo detto Vallecchio [...]».cite-ref-26[26]
L'area archeologica di Monte Giovi
I primi reperti archeologici sono rinvenuti casualmente nel mwaug1972 durante la costruzione di una strada. Successivamente vengono localizzate due distinte aree, entrambe limitate per estensione: una situata a circa 100 metri dalla cima del monte ed una situata sulla cima stessa. Nella prima area vengono portate alla luce oltre duemila punte di frecce di mwaukferro, alcuni frammenti di mwauobronzo, varie mwausceramiche e due statuette di bronzo integre rappresentanti due figure maschili stilizzate, oggi visibili al mwauwMuseo Civico Archeologico di mwau0Fiesole.cite-ref-27[27] Nella seconda area sono ritrovati frammenti di vasi appartenenti al periodo mwavietrusco, tutti riconducibili a varie tipologie di ceramiche (mwavmbucchero a pareti sottili, buccheroide grigio, terrecotte d'impasto, etc.).
Grazie all'interessamento del mwavuDipartimento di Scienze dell'Antichità, Medioevo e Rinascimento e Linguistica dell'mwavyUniversità degli Studi di Firenze viene iniziata una nuova campagna di scavo nel 2011.cite-ref-28[28]
La nuova concessione di scavo, finanziata dallmwavw'mwav0Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve e portata avanti dalla cattedra di mwav4Etruscologia e Archeologia italica,cite-ref-29[29] ha permesso di rinvenire resti di un insediamento etrusco sulla parte più alta di Monte Giovi databile tra il IV e il IV secolo a.C.
L'area pianeggiante individuata è di circa 1300 m², ed era già evidente in alcune foto aeree del 1960 e del 1970. Al suo interno sono stati rinvenuti reperti riferibili a olle e ceramiche domestiche oltre ad alcuni frammenti di bucchero.
Si è dunque ipotizzato che Monte Giovi, oltre ad aver rappresentato un'area fortificata all'interno del cosiddetto mwawuager Faesulanus, sia stato anche un luogo di culto.cite-ref-30[30]
Suddivisione territoriale
Il plebato di Acone
Intorno al mwaw0XIII secolo il comune di Pontassieve viene diviso in distretti territoriali detti plebati che fanno capo alle pievi presenti sul territorio. Prendono generalmente il loro nome dalla pieve di riferimento: Acone diventa quindi uno dei sei plebati di Pontassieve.cite-ref-31[31] A loro volta i plebati vengono suddivisi territorialmente in base alla dislocazione di chiese minori.
Inizialmente il pieviere (utilizzato come sinonimo di plebato) non comprende solo il circondario della frazione, ma tutta quella porzione della valle inferiore al fiume Sieve dalla cima di Monte Giovi fino ad arrivare a Montefiesole. Successivamente con il nome Pieviere di Acone si indica invece solo una piccola porzione della valle, cioè quella compresa tra la pieve di S. Eustachio in Acone e la chiesa di S. Maria in Acone.
Il plebato di Acone è originariamente così composto:cite-ref-32[32]
1. Acone, S. Eustachio
2. Acone, S. Maria
3. Aceraia, S. Margherita
4. Colognole, S. Andrea (comprensiva della chiesa di S. Piero a Colognole)
5. Colognole, S. Brigida
6. Colognole, S. Ellero (ovvero S. Ilario)
7. Grignano, S. Martino
8. Montebonello, S. Miniato
9. Petroio, S. Martino
10. Vicoferaldi, S. Maria
Tra il XIII secolo e il mwayqXIV secolo ogni anno, in occasione della festa di san mwayuGiovanni Battista (24 giugno), tutti i prodotti dei terreni del plebato vengono presentati come censo al mwayyVescovo di Firenze. Successivamente ogni plebato versa alla chiesa fiorentina l'importo della mwaycDecima che viene trascritto nel cosiddetto registro delle mwaygRationes Decimarum.
Situazione attuale
Attualmente la frazione Acone ricopre una superficie di poco inferiore ai 5 ettari, e comprende sostanzialmente tutti i terreni che si estendono dalle pendici di Monte Giovi fino al confine con Santa Maria.
Le uniche due chiese rimaste territorialmente legate alla frazione sono S. Eustachio in Acone (la pieve) e Santa Maria in Acone (quest'ultima filiale alla pieve). Per la Curia fiorentina Acone è una cosiddetta parrocchia extraurbana.cite-ref-33[33]
Toponimi
Ognuno dei seguenti mwazitoponimi rappresenta un gruppo di case, un confine di terreni, un luogo – alle volte anche un semplice incrocio di strade – cui viene conferito dagli abitanti un particolare significato (per la caccia, l'agricoltura, la presenza di una fonte di acqua, un avvenimento particolare, etc.):cite-ref-34[34]
• Albero (Pian d')
• Belvedere
• Brucoli
• Capiteto
• Casalta
• Case (Le)
• Cassero
• Castellaccio (Borro di)
• Fontanella
• Fontanino (o Fonte al topo)
• Fossatino
• mwaaqGuardingo (o Vardingo)
• Lastra
• Lastro
• Lori
• Morra
• Peretola
• Pratali
• Pratelli
• Ranocchia (Borro della)
• Rialta
• Rimaggio (Fosso di)
• Setriano
• Stanica
• Vaccamorta (Borro di)
• Vallecchio (o Valecchio)
• Valle
• Valli (Le)
Viabilità
A seguito di molti lavori di urbanizzazione la frazione di Acone è raggiungibile da tre diverse strade: la prima e più antica (via dell'Argomenna) parte da Montebonello, costeggia il torrente mwabsArgomenna, lo attraversa con un ponte realizzato intorno alla metà del Novecento e poi sale molto ripida fino al borgo passando per Santa Maria.
La seconda (via Sant'Eustachio), realizzata intorno agli mwab0anni cinquanta, parte sempre da Montebonello in direzione della pendice meridionale di Monte Giovi e arriva direttamente nel cuore del borgo.
La terza (via Antonio Montinaro), resa transitabile nel mwab82004 grazie a lavori di asfaltatura, partemwaca – al contrario delle precedentimwace – dalla sommità di Monte Giovi (in località Tamburino) per scendere fino ad Acone e ricongiungersi con via Sant'Eustachio.
Il paese è attraversato da un'unica strada, via Sant'Eustachio che in un trattomwacm – quello più centralemwacq – diventa via della Vittoria in memoria dell'mwacuarmistizio del 4 novembre mwacy1918 che decretò la fine della mwaccprima guerra mondiale.
Strutture ricettive
La frazione dispone di un'unica struttura ricettiva pubblica (di proprietà del comune di Pontassieve) chiamata mwacoLa fonticina di Acone in ragione della piccola fontana presente sul muro principale della struttura. È adibita ad uso mwacsforesteria ed è ricavata dai locali della ex scuola elementare. Quest'ultima infatti non è più in funzione dagli mwacwanni settanta. Esistono tuttavia molte strutture private (prevalentemente aziende mwac0agrituristiche) che consentono il pernottamento in zona.
Informazioni
• Posto telefonico pubblico: tel. 055mwade 8361657
• mwadmSocietà cooperativa lmwadq'mwaduEmancipatrice (con funzioni di mwadypro loco): tel. 055mwadc 8361657 (lun-sab 9.30-12.30 / 17.30-19.30 dom 9.30-12.30)
• Circolo ricreativo: tel. 055mwadk 8361719
Manifestazioni
Festa in onore di S. Antonio Abate e solenne benedizione degli animali
• Quando: gennaio (seconda domenica)
• Dove: Pieve di S. Eustachio in Acone
• Cosa: S. Antonio è considerato il protettore degli animali, tanto che spesso viene raffigurato insieme ad un maiale con una campanella al collo. La Parrocchia di S. Eustachio in Acone in collaborazione con il Comune di Pontassieve e il Circolo ArciNova di Acone organizza una messa solenne sul sagrato della Pieve cui segue la benedizione degli animali, portati per l'occasione dai partecipanti. Alla manifestazione è presente il corteo storico del Comune di Pontassieve.
Motopenna all'aconese
• Quando: giugno (seconda o terza domenica)
• Dove: l'itinerario cambia di anno in anno
• Cosa: raduno motociclistico, la cui partenza ed il cui percorso varia di anno in anno, che termina con l'arrivo nella piazza principale di Acone.
Trofeo podistico "Acone"
• Quando: giugno (ultima domenica)
• Dove: piazza principale
• Cosa: gara podistica non competitiva promossa con il patrocinio del Comune di mwajwPontassieve (assessorato allo sport) per un totale di circa 15mwaj0 km. La partenza è prevista dalla piazza del paese.
Festa dei partigiani e dei giovani
• Quando: luglio (secondo fine settimana)
• Dove: abetina di fronte alla Capra (Monte Giovi)
• Cosa: si tratta della festa partigiana più importante della provincia di Firenze. La manifestazione è organizzata dall'mwakcANPI della mwakgprovincia di Firenze, la mwakkRegione Toscana, i Comuni di mwakoPontassieve, mwaksBorgo San Lorenzo, mwakwDicomano, mwak0Firenze, mwak4Pelago, mwak8Rufina, mwalaVicchio, la mwaleCittà metropolitana di Firenze, l'Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve e la mwaliComunità montana Mugello. Il sabato è dedicato ai giovani con feste e balli che durano fino a tarda notte. La domenica è dedicata alle commemorazioni ufficiali dei mwalmpartigiani e della mwalqresistenza.
Festa della battitura
• Quando: luglio (terza domenica)
• Dove: piazza principale
• Cosa: classica rievocazione della battitura del grano attraverso l'utilizzo di macchinari d'epoca (come trattori e battitrici) cui segue un pranzo allestendo i tavoli direttamente intorno alla piazza. Piatto forte, come vuole la tradizione, è lmwal4'mwal8mwamaocio cucinato in umido o come condimento per le pappardelle.
Il mercatino dei ragazzi
• Quando: luglio (ultima domenica)
• Dove: piazza principale
• Cosa: durante l'anno i bambini di Acone realizzano artigianalmente oggetti e manufatti di varia natura (stoffe, piccole sculture, disegni, etc.) che vengono poi venduti sui banchi posti circolarmente nella piazza del paese. Il ricavato della vendita viene devoluto totalmente in beneficenza alla Croce Azzurra di mwamcMontebonello.
Acone a tavola
• Quando: agosto (prime due settimane)
• Dove: piazza principale
• Cosa: ogni abitante prepara una propria specialità per poi condividerla con gli altri commensali; una lunga tavolata occupa buona parte della piazza e un tratto di via Sant'Eustachio e via della Vittoria. Tutti sono invitati: amici, parenti, forestieri, turisti di passaggio. Unico requisito: preparare qualcosa da condividere con gli altri.
La Casa di Babbo Natale
• Quando: 8 dicembre
• Dove: La Fonticina di Acone
• Cosa: I locali della ex scuola elementare di Acone si trasformano nella mwanyCasa di Babbo Natale con giochi, attrazioni e intrattenimento per bambini.
Notte di Natale
• Quando: 24 dicembre
• Dove: Pieve di S. Eustachio in Acone e circolo ArciNova
• Cosa: Santa Messa di Natale con esposizione del Bambinello nel mwanwPresepe dei boschi, suggestivo presepe ricavato dalla corteccia degli alberi. Dopo la Santa Messa, arrivo di mwan0Babbo Natale con il suo ciuchino per festeggiare con i bambini.
Curiosità
La frazione di Acone è conosciuta anche in ragione di un piatto tipico, le cosiddette mwaoqPenne alla Aconese, che nel tempo sono diventate un marchio registrato presso il mwaouMinistero dello sviluppo economico, mwaoyUfficio italiano brevetti e marchi da parte della mwaocComunità Cooperativa La Emancipatrice Società Cooperativa. Il 23 giugno 2019 il Comune di Pontassieve ha inaugurato un cartello stradale che riporta la scritta mwaogPaese natale delle Penne all'Aconese.
Il mwaoonome proprio di persona mwaosnorvegese mwaowmwao0Håkon ha in mwao4Acone la sua forma italianizzata.cite-ref-36[36]
Note
cite-note-11. Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, mwapkDizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p.mwapo 5.
cite-note-22. ↑ mwap4mwap8mwaqaStatuto del Comune di Pontassieve (mwaqemwaqiPDF), su mwaqmpdcomunalepontassieve.it, 29 maggio 2000, p.mwaqq 7. mwaquURL consultato l'11 febbraio 2016.
cite-note-33. ↑ mwaqomwaqsEmanuele Repetti, mwaqwDizionario geografico, fisico, storico della Toscana: contenente la descrizione di tutti i luoghi del granducato, ducato di Lucca, Garfagnana e Lunigiana, Firenze, Tipografia A. Tofani, 1833, p.mwaq0 37.
cite-note-44. ↑ Maria Elena Cortese, mwareSignori, castelli, città: l'aristocrazia del territorio fiorentino tra X e XII secolo, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 2007, p. 30. ISBN 978-88-222-5691-1
cite-note-55. ↑ Giuseppe Todeschini e Bartolommeo Bressan, mwaryScritti su Dante, Vicenza, Tipografia reale G. Burato, 1872, p. 339.
cite-note-77. ↑ Francesco Gregoretti, mwaseL'Italia nella Divina commedia, 2ª ed., Firenze, Tipografia G. Barbèra, 1872, p. 351.
cite-note-88. ↑ mwasuTeresa Gambinossi Conte, mwasyI luoghi d'Italia rammentati nella Divina commedia, Firenze, R. Bemporad & figlio, 1893, p.mwasc 5.
cite-note-99. ↑ mwassAttilio Zuccagni-Orlandini, mwaswRicerche statistiche sul Granducato di Toscana, Firenze, Tipografia A. Tofani, 1850, p. 86.
cite-note-1010. ↑ Jaures Busoni, mwataNel tempo del fascismo, Roma, Editori Riuniti, 1975, pp. 227-228.
cite-note-1111. ↑ Bruno Confortini et al., mwatqMonte Giovi. Se son rose fioriranno. Mugello e Valdisieve dal fascismo alla liberazione, Firenze, Polistampa, 2012, p. 350.
cite-note-1212. ↑ mwatgGiovanni Baldini, mwatkmwatoIl paese di Acone, su mwatsresistenzatoscana.it, 2004. mwatwURL consultato l'11 maggio 2009 mwat0(archiviato dall'mwat4url originale il 2 giugno 2009).
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Voci correlate
• mwa84Cerchi
• mwa9aEustachio (martire)
• mwa9iFilippo Dobrilla
• mwa9qMonte Giovi
• mwa9yPontassieve
• mwa9gUmiliana de' Cerchi
• mwa9oVieri de' Cerchi
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwa98Vivi Acone, su viviacone.it. URL consultato il 17 marzo 2015.
• mwa-eGiovanni Baldini, Il paese di Acone, su resistenzatoscana.it, 9 gennaio 2004. URL consultato il 19 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 16 agosto 2010).